Truffe dalla Campania al Veneto: scattano 5 arresti
I carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Verona , coordinati dalla Procura della Repubblica di Verona, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa ed eseguita in Campania. Il provvedimento riguarda i 5 componenti di un’associazione criminale ritenuta responsabile di 13 episodi tra truffe e rapine aggravate ai danni di persone anziane. L’indagine è partita lo scorso maggio, dopo una denuncia per tentata rapina in un’abitazione a Grezzana. Un’anziana, contattata da un finto appartenente alle forze dell’ordine, era stata raggiunta in casa da una donna che si era presentata come incaricata del ritiro di oggetti preziosi. Durante la colluttazione, la donna ha perso un’unghia artificiale, elemento decisivo per le indagini. Il ritrovamento ha permesso di identificarla attraverso l’acquisizione delle immagini riprese all’interno del taxi utilizzato dai due truffatori per allontanarsi dall’abitazione della vittima. L’analisi dei tabulati telefonici e i riscontri sul territorio hanno consentito di ricostruire le modalità d’azione del gruppo. Secondo gli investigatori, un complice residente in provincia ospitava i truffatori e li accompagnava alle stazioni ferroviarie di Verona e Peschiera del Garda, prima e dopo i colpi. Gli accertamenti hanno portato a identificare i cinque arrestati e individuare un compro oro della provincia che acquistava i monili sottratti durante le truffe. Il 27 ottobre 2026, i carabinieri della Stazione di Zevio, appartenenti alla Compagnia di San Bonifacio, hanno denunciato a piede libero una coppia di origini campane. Si tratta di un uomo di 53 anni e di una donna di 56, entrambi già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili in concorso di truffa aggravata e frode informatica. I due indagati si sarebbero qualificati al telefono come carabinieri, prospettando un falso attacco hacker ai conti di un 74enne del luogo. Con questo pretesto sono riusciti a farsi disporre un bonifico di 27.500 euro. Il successivo tentativo di ottenere altri 15.000 euro è fallito grazie al tempestivo intervento degli operatori bancari. Le due operazioni si inseriscono nell’attività dell’Arma per la sicurezza della collettività, con particolare attenzione alla tutela delle persone anziane e fragili.





